Il potere della fede

IL POTERE DELLA FEDE Essendo nato in Italia è stato facile entrare in contatto sin da piccolo con la religione cattolica. Nonostante per un periodo della mia vita abbia frequentato regolarmente la messa domenicale, però quello che mi affascinava ed interessava non era tutto il rituale, le letture ecc…, ma erano invece quei passi del vangelo in cui veniva messo in luce  il potere della fede. In poche parole, quello che realmente attirava la mia attenzione era la figura di Gesù Cristo, mi prendeva il modo in cui raccontava le parabole ed i misteri che si celavano dietro di esse.  Sopratutto, mi affascinava enormemente quando insegnando sottolineava, appunto,  il grande potere della fede! Così intorno ai miei 20 anni mi sono messo a ricercare sempre più intensamente come, attraverso la fede, la qualità della mia vita potesse migliorare. Fino a dove poteva spingersi un uomo dotato di fede? E, sopratutto, cosa era realmente la fede? Qualche anno dopo, invece, mi sono poi avvicinato a quella corrente denominata new age che tratta argomenti legati alla Legge dell’attrazione, e mi sono accorto che il concetto cardine di  questa Legge è semplicemente quello che  riportavano i testi sacri già tanti anni prima. Più avanti parlerò ancora della Legge dell’attrazione, ora voglio solo esporre quanto questa Legge sostiene: Se si vuole realizzare o ottenere qualcosa nella vita, che sia in campo affettivo, sociale, economico o qualsivoglia altro ambito,  è prima necessario suscitare in se stessi quel sentimento che avremmo se quello che desideriamo ottenere esistesse già. Ovvero vivere con l’assunzione di aver ottenuto già quello che desideriamo. In poche parole, attiriamo ciò che sentiamo essere vero. Magia? Follia? Non lo so… so solo che funziona, ha funzionato con me quando ho ottenuto quello che davvero desideravo, così come quando ho ottenuto anche, non poche volte, quello che temevo, invece, si verificasse. Questo accade perché se dentro di noi abita il dubbio, l’incertezza, o la paura che si verifichi qualcosa, sarà proprio quello che otterremo, perché è quella l’emozione che noi emaniamo, che diffondiamo all’esterno, ed è così che funziona la fede; vivere con l’assunzione che abbiamo già quello che desideriamo (e lo stesso vale per quello che temiamo o non vogliamo) Dobbiamo suscitare in noi quella sensazione che avremmo nel momento in cui tutto ciò esiste già nella nostra realtà (ecco perché se stiamo male per qualcosa che ancora non esiste con molta probabilità sarà quella che otterremo)! Tutte le cose che domanderete pregando, credete di averle già ottenute e le otterrete. (Marco Cap. 11,20-26 ) Basterebbe anche solo quest’ultima affermazione tratta dai vangeli per capire quanto può essere forte il credo di una persona, e sopratutto per spiegare come realmente pregare. Ora, al di là del credo religioso di ognuno di noi, vorrei focalizzare l’attenzione sul concetto espresso da questo celebre passo del vangelo,  relativo proprio alla necessita di sentire che una cosa sia stata già ottenuta. Questo, sebbene sia semplicissimo da comprendere, non è altrettanto facile da mettere in pratica. La domanda che credo tutti, giustamente, si pongono è la seguente: “Se è così semplice, perché non riusciamo sempre a ottenere quello che  desideriamo?” La risposta a questa domanda, che tra l’altro, mi sono posto più volte anche io, è che sbagliamo il modo di trasmettere le nostre emozioni. Vorrei fare un esempio per esemplificare la cosa: supponiamo di avere un amico a cui chiediamo un favore per noi molto importante, e supponiamo che, nonostante il nostro amico ci abbia garantito il suo aiuto, noi non siamo poi tanto convinti che alla fine lo faccia davvero perché dentro di noi, per una serie di motivi, nutriamo dei dubbi, sebbene ci fossimo comunque voluti affidare a lui. In cuor nostro dubitiamo, siamo titubanti, non siamo sicuri del fatto che,  fino alla fine, quell’amico possa risolvere o meno il nostro problema; ed è così che dentro di noi sentiremo crescere uno stato di ansia, di incertezza, e magari facciamo qualche altra cosa o ci rivolgiamo contemporaneamente ad altre persone per risolvere il problema che ci sta a cuore. Ecco questo è un esempio di richiesta senza fiducia, di preghiera senza fede… Noi chiediamo una cosa al nostro Dio, oppure semplicemente a noi stessi perché non crediamo in nulla se non nelle nostre capacità,  ma il nostro sentimento reale a riguardo si dimostra tutt’altro che fiducioso.. Supponiamo ora, invece, che chiediamo lo stesso favore ad un altro amico e, supponiamo di avere la certezza che questo nostro amico sia in grado di aiutarci al 100%. Cosa faremo dopo aver chiesto lui il favore? Sicuramente ci dormiremo sopra tranquillamente in quanto abbiamo riposto la massima fiducia in quella persona e sappiamo che non ci deluderà. Questo è un esempio di richiesta con fede. In questo caso dentro di noi abiterà una sensazione di leggerezza, di serenità perché sapremo,  sempre dentro di noi,  che il problema è stato già risolto (anche se, nella realtà, ancora non lo è!). Ora quante volte vogliamo qualcosa, o preghiamo per qualcosa ma in realtà dentro, a livello forse subconscio, dubitiamo che ciò che desideriamo si avveri??? Il potere della fede è, secondo me, una delle cose più grandi che abbiamo a disposizione, e non ne sto facendo un discorso religioso; non è importante in cosa credere. L’importante è credere in qualcosa, un individuo può avere anche soltanto fiducia in se stesso ad esempio. E’ proprio questo il grande potere della fede, uomini dotati di grande fiducia in sé stessi hanno fatto della propria vita un capolavoro. Quindi la buona notizia è, ripeto, che non importa in cosa crediamo,  ma credere in qualcosa, fermamente, e se la vita ci mette alla prova con le sue difficoltà e la nostra fede traballa…, beh,  è normale, in fondo siamo esseri umani, e l’importante è che, dopo il momento iniziale di dubbio ed incertezze, riusciamo a tornare a prendere le redini della nostra mente e del nostro spirito agendo con fede. Voglio raccontare la parabola del lago in tempesta, che ci parla di quando, dovendo raggiungere l’altra riva di questo lago, Gesù ed i suoi discepoli presero una barca. Durante il tragitto le acque si agitarono e i discepoli, presi da spavento, svegliarono Gesù chiedendoli perché non gli importasse del fatto che rischiassero di  morire. Gesù sgridò il vento ed il mare, e la tempesta cessò,  e concluse chiedendo loro semplicemente: “Dove è la vostra fede?”. La bellezza di questi racconti non sta nel discuterne la veridicità storica, ma sempre nel trarne l’insegnamento;  dove è la nostra fede quando la nostra vita viene colta dalla tempesta? Agitarsi non serve, anche se è la nostra risposta primaria; dobbiamo capire che l’agitazione oggettivamente non porta da nessuna parte, non risolve i problemi, anzi il più delle volte ci fa compiere azioni in modo precipitoso che finiscono col peggiorare le cose. Agire con fede, questo bisognerebbe fare. Se siete ancora scettici, fate come ho fatto io, prendetevi un paio di ore e  pensate alla vostra vita, a quando avete desiderato qualcosa e poi l’avete ottenuta, e a quando invece non ce l’avete fatta; a quando ci avete veramente creduto e a quando in realtà non eravate davvero convinti neppure voi stessi che sareste riusciti ad ottenerla… Quanto avete lottato senza scoraggiarvi? Quante volte vi siete rialzati? Ma sopratutto, dentro, come vi sentivate? Lo stesso vale per le cose che non desiderate: un’ emozione negativa come la paura che qualcosa accada ha lo stesso potere.. ecco perché tante volte nella vita le peggiori aspettative si possono avverare.. Forse sarò ripetitivo ma voglio ancora una volta ricordare che  avere fede significa vivere con l’assunzione che ciò che desideriamo sia già stato ottenuto! Pertanto quando abbiamo realmente  fede che qualcosa andrà in un certo modo, vive in noi un aria di serenità. Se questo mio libro che stai leggendo ti piace, prova a leggere il mio racconto Ilyeo storia di un ragazzo di strada
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