“Tutto ok mamma”, sto per diventare una leggenda

Fare il camionista o l’elettricista, seppur un dignitoso mestiere, non era certo quello che aveva in mente per il suo futuro  quel giovane ragazzo di 18 anni, di nome Elvis Aron Presley  quell’estate del lontano 1954…sopratutto perché, proprio quel giovane ragazzo,  cresciuto con “i canti di chiesa” di Tupelo, sua città natale, e con quel sound cupo, misterioso, sensuale quale era il blues di Memphis, città in cui si era trasferito con la famiglia quando era ancora bambino, aveva nel suo cuore qualcosa di più grande.

Memphis “era il blues”, lo si viveva in ogni locale, lo si respirava in ogni vicolo della città.. il blues era “la musica dei neri”, era qualcosa che apparteneva a loro, cosi come la musica country era qualcosa che apparteneva “ai bianchi”… Negli anni 50 il mondo era davvero diviso in due.. forse lo è ancora oggi… ma nell’America di quegli anni, nel sud sopratutto, la divisione sociale e culturale era fortissima.

“Se trovo un bianco con la voce da nero divento milionario!!!” Queste furono le parole di Sam Phillips, titolare dello studio di registrazione “Sun Records di Memphis”; eh si perché in un paese dove il razzismo era all’ordine del giorno, solo i bianchi potevano emergere a 360° e far fare un mucchio di soldi a Sam che proprio in quel periodo non se la passava benissimo!
Nel frattempo, il nostro Elvis, non si perdeva mai una domenica in chiesa dove amava andare ad ascoltare gli spirituals e la musica gospel; e mentre  in radio ascoltava la musica country, di sera usciva per andare  nei locali tipici di Memphis a guardare i maestri del blues in azione; e nella sua mente tutta questa musica continuava a girare, girare e girare…
Ma Elvis non era altro che un povero ragazzo la cui famiglia la possiamo collocare davvero al più basso gradino della scala sociale dell’epoca… eppure Elvis aveva un sogno, amava cantare… e per questo motivo che passava spesso col camion davanti agli studi della Sun Records di Sam Phillips dove tanti artisti emergenti avevano inciso dei brani.. qualcuno fortunato, qualche altro un po’ meno…

Elvis si affacciava spesso davanti alla vetrina della Sun Records, a volte anche durante il lavoro, si fermava per dare un occhiata quasi come se volesse “rubare” qualcosa, forse immaginava se stesso lì dentro mentre cantava i suoi amati brani… ma poi andava via, finché un giorno spinto dal desiderio di fare un regalo alla madre (anche se alcuni sostengono non fosse quello il vero motivo – forse voleva solo farsi ascoltare), entrò nello studio di registrazione per registrare 2 brani su un acetato per poi portarselo via, come presente per la mamma, al costo di circa 4 dollari…

My Happyness era il titolo del brano che Elvis incise per dedicarlo alla madre… in verità Elvis amava profondamente sua madre e per lui, lei, era davvero “la sua felicità”…

“A chi somiglia il tuo stile?” gli chiese la segretaria mentre si accingeva a compilare il modulo di registrazione..
“Non somiglio a nessuno” fu la risposta del ragazzo; “Che genere canti?” continuò lei…”Canto tutti i generi” fu la risposta stavolta… risposta che potrebbe sembrare presuntuosa ma il modo in cui Elvis rispose era tutt’altro che presuntuoso… quel ragazzo,anzi, pareva essere molto timido e forse la sua risposta fu dettata un po’ dall’imbarazzo del non sapere cosa effettivamente rispondere…
Appena incise i brani Elvis andò via, ma non senza lasciare qualcosa nella mente di Marion, la segretaria della Sun… Fu lei ad appuntarsi il suo nome come “interessante” e a far ascoltare questa voce, a suo avviso, tanto particolare che questo giovane ragazzo di appena 19 anni aveva…

“Ascoltala Sam” disse Marion al suo titolare…”Forse è quello che stavi cercando”… ma forse Sam non ne fu molto impressionato lì per lì… non fino a quando ebbe bisogno di incidere alcuni pezzi e, trovandosi a corto di cantanti, chiese a Marion di contattare Elvis e di affiancargli un paio di musicisti per poter provare alcuni brani; fu così che Elvis Scotty e Bill si presentarono alla Sun quel caldo pomeriggio del 5 Luglio del 1954.

Sam fece provare diversi pezzi ai tre ragazzi ma non ne usci nulla di buono in effetti, e quasi preso dallo sconforto dettato da ore di prove di scarso successo ordinò di fare una pausa forse col solo scopo di trovare una scusa per congedare il trio senza risultare troppo offensivo nei loro confronti!

Fu solo durante la pausa che Elvis prese in mano la sua chitarra ed iniziò a strimpellare un brano blues di alcuni anni prima, ma lo cantò a modo suo, accelerandone il tempo e dandone un’impronta ritmica che sebbene  fosse di base molto country aveva qualcosa di molto trascinante; tant’è che Scotty e Bill senza indugiare lo seguirono quasi presi dalla stessa magia che ammagliò Elvis e che lui stesso irradiava…

“Che diavolo state suonando?” esclamò Sam affacciandosi alla sala d’incisione…

“Nulla Sam, ci stavamo divertendo un pò” rispose Elvis…
“Ma è  fantastico! Bene, trovate subito un punto di partenza e ricominciate da capo che registriamo!”

Fu così che nacque, quasi per magia, “That’s all right mama!”  secondo parecchi il primo prototipo della musica moderna: era Blues tanto quanto lo era la voce del giovane Elvis, ma aveva un sapore country con quell’arrangiamento di chitarra acustica… ma il ritmo, quello era un’altra cosa…era tutto e niente allo stesso tempo, era davvero qualcosa di nuovo, e grazie a questo qualcosa, la musica, il costume, la società americana non sarebbe stata più la stessa… Elvis, insieme a Scotty e Bill avevano creato una miscela esplosiva!

Fu l’inizio di una rivoluzione culturale che non avrebbe avuto più eguali nella storia!

Quando il brano uscì fu trasmesso nelle radio “dei neri” e in quelle “dei bianchi”… non riuscivano a capire all’epoca se questo nuovo artista era bianco o di colore  e questo perché questo brano dimostrò che era tutto uno stupido pregiudizio: la musica era un dono di Dio ed apparteneva e a tutti gli uomini, senza distinzione di razza o ceto sociale!
Elvis sebbene, per scelta, non fu mai attivo politicamente, dal punto di vista artistico e sociale ruppe la barriera razziale innalzando agli occhi del mondo la musica e la cultura della gente di colore a cui attribuì sempre il merito di essere stata fonte di ispirazione primaria  per la sua musica.

Nel giro di un anno Elvis divenne popolare in tutti gli Stati Uniti ed il rock and roll esplose in tutto il mondo;  era la musica delle nuove generazioni del dopoguerra, era una musica felice che portava con se un desiderio sano di ribellione ed amore; qualcosa che il mondo, forse, non avrebbe avuto più da allora…  come allora…

E la leggenda di Elvis ebbe inizio…

Ascoltate il brano nella sua versione originale e pensate al fatto che ci sono solo tre strumenti…non ci sono effetti sonori, non c’è elettronica, non c’è neanche la batteria pensate un po’; eppure il sound è davvero coinvolgente ancora oggi.. immaginate che effetto fece nel 1954!

 

 

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