Violenza e arti marziali

A volte si pensa che la pratica delle arti marziali possa in qualche modo sviluppare o stimolare caratteristiche negative come rabbia e  violenza in una persona, invece, io credo che la pratica seria di queste arti possa permettere di gestire e controllare queste caratteristiche.
Un vero praticante di arti marziali dovrebbe essere una persona mite, che conosce a pieno la propria persona e che non si lascia trascinare da impulsività emotiva alcuna.
Da sottolineare che quando mi riferisco alla pratica delle arti marziali mi riferisco all’aspetto tradizionale, quello non sportivo, ovvero dove il praticante usa le arti marziali solo per vera ed estrema necessità.
L’aspetto sportivo lo approfondiremo in un altro articolo.

Attraverso una costante pratica si impara a conoscere se stessi, superare le proprie paure, oltrepassare i propri limiti sia fisici che mentali, migliorare l’autostima e si impara a capire anche che spesso l’ira e la violenza gratuita non sono segno di forza ma di debolezza di un individuo. Da qui il detto “la calma è la virtù dei forti”.
Una mente calma sa valutare la situazione che si presenta, sa analizzare un  problema e trovare la soluzione migliore.
Se noi paragoniamo un qualsiasi problema a un combattimento scopriamo come questo possa essere affrontato con una giusta tattica e strategia.

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