Vivere, amare, perdonare

VIVERE LIBERI DALL’ALTRUI OPINIONE

Una delle cose peggiori che possiamo fare alla nostra vita è viverla in funzione del giudizio degli altri, facendo sì  che condizionino, anche inconsciamente le nostre scelte.

La vita è un dono, e pertanto va vissuta come tale, e qualunque scelta facciamo, purché  non leda la libertà altrui, non può essere sbagliata al di là del fatto che l’esperienza che ne ricaveremo possa essere positiva o negativa.

Io credo che sia meglio commettere errori nati dalla propria volontà, piuttosto che non fare nulla per paura del giudizio degli altri o, peggio ancora, nel fare le cose solo per compiacere chi ci sta attorno.

Siamo esseri unici, e come tali dovremmo vivere la nostra vita, senza paura di commettere errori. L’importante è che quello che facciamo non vada ad interferire negativamente con la vita di chi ci sta accanto; la nostra libertà di agire finisce dove inizia l’altrui libertà.

Lo stesso vale per noi nei confronti degli altri; ogni uomo su questa terra ha una storia da raccontare e non sta a noi giudicare le sue scelte, fino a quando, ovviamente, esse non ledano la nostra libertà.

 

VIVERE IL MOMENTO PRESENTE

Il qui ed ora è quello stato mentale da adottare nella vita e predicato da diverse filosofie. Proprio come suggeriscono le parole stesse, consiste nel  vivere con l’assunzione che l’unica cosa che realmente esiste è il momento presente, nient’altro.

In che modo questo può aiutarci a vivere meglio? Lo fa nella misura in cui il passato, che ormai è andato,  con i suoi rancori, i fallimenti non riesce più ad influenzare in modo negativo, emotivamente parlando, il mio presente;  così come pure non riesce a farlo il mio futuro con le preoccupazioni e le incertezze del come sarà il mio domani.

Se ci fermiamo a riflettere un attimo, quello che ormai è andato della nostra vita non dovrebbe e non deve influenzare più il nostro presente.

Se ci sono state delle scelte sbagliate e a causa di esse abbiamo sofferto molto ad esempio, dovremmo trovare il coraggio di distaccare i nostri pensieri da esse. Alziamoci la mattina con la consapevolezza che la giornata che stiamo vivendo, anzi, l’attimo che stiamo vivendo è tutto ciò che realmente esiste, e viviamolo appieno. La cosa ideale sarebbe ricordare, del nostro  passato, solo i momenti che suscitano in noi sensazioni positive, quei momenti della nostra vita che quando li abbiamo vissuti volevamo che non finissero mai o quei momenti che, in ogni modo, suscitano in noi un senso di felicità.

Questo perché, così come i ricordi negativi impattano negativamente sulle nostre emozioni e quindi sul nostro presente, anche i ricordi positivi possono rendere migliore il nostro presente e quindi aiutarci a realizzare un domani migliore.

Andiamo a letto ogni sera ricordando della giornata appena trascorsa i momenti positivi, quelli belli, dando loro energia e cercando di non far girare nella mente quello che della giornata avremmo voluto non si fosse mai verificato.

La questione relativa al futuro è analoga.

Se il futuro lo vediamo solo in termini di preoccupazioni, progetti che desidereremmo vedere realizzati ma che siamo convinti non riusciremo mai a portare a termine, paura di non farcela, questo toglierà energia al nostro presente; non possiamo vivere appieno la nostra giornata se la nostra mente ha continuamente paura di ciò che il domani possa riserbarci.

Dobbiamo imparare a vivere nostra la vita giorno per giorno, momento per momento, cercando di godere appieno della vita stessa, viverla come un dono, perché la vita  è il dono più grande che abbiamo ricevuto.

Un esercizio utile è quello di cercare di controllare i nostri pensieri, fare in modo che essi non viaggino tra passato e futuro suscitando in noi sensazioni di dolore, dispiacere o paure e ansie. Quello che del nostro passato non è stato buono deve essere solo fonte di insegnamento per noi. Dobbiamo ricordarne i momenti felici affinché siano fonte di forza per il nostro presente e dobbiamo pensare al futuro in termini di obiettivi da portare a termine in modo che sia per noi uno stimolo alla vita.

È  inutile piangere per il passato, ormai non esiste più, così come è inutile preoccuparsi per qualcosa che non è ancora accaduta, nessuno sa con certezza cosa porterà il domani, l’unica cosa che possiamo sapere è che il nostro domani dipende anche da noi

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I TALENTI 

Un talento è quella capacità di saper fare bene qualcosa, presente in ognuno di noi, e sottolineo, in ognuno di noi.

Spesso rimaniamo affascinati dalle doti di un attore, di un cantante o di un atleta e la classica frase che pronunciamo è “che talento quel ragazzo!

La questione è che il talento non è qualcosa che si esprime solo a livello artistico,  ognuno di noi è bravo in qualcosa, la vera difficoltà è scoprirlo, in quanto spesso veniamo condizionati da  genitori o insegnanti che, invece di aiutarci a tirar fuori le nostre capacità ed esprimere il nostro potenziale, ci indirizzano su  quello che loro vorrebbero che fossimo.

Un grande pasticcere non è da meno rispetto ad un grande attore, cosi come non lo è un grande artigiano o insegnante a confronto; il problema reale è quando nella vita facciamo una cosa tanto per farla, ed è facile capire quando questo accade in quanto la sensazione netta che si ha è quella di sentirsi fuori luogo, vuol dire che non stiamo esprimendo, attraverso il nostro lavoro o ruolo nel mondo, quello che è il nostro vero essere e questa è una componente importante nel nostro percorso verso la felicità; dobbiamo fermarci a capire chi siamo realmente, dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro cuore.

Sono pienamente consapevole che questa cosa non è assolutamente facile da mettere in pratica ma una volta capito questo non ci sentiremo fuori luogo nel posto in cui siamo e, sopratutto non sentiremo in noi alcun senso di inferiorità nei confronti degli altri.

 

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IL POTERE DEL PERDONO

Occhio per occhio, dente per dente” .

E’ nella natura umana reagire con desiderio di vendetta nel momento in cui qualcuno ci ferisce o ci fa qualcosa che noi riteniamo essere un torto!

Il nostro orgoglio e la paura di apparire deboli di fronte agli altri fanno sì che nasca e si alimenti in noi  il desiderio di far patire a chi è causa del nostro malessere le stesse, se non peggiori, pene che abbiamo passato noi.

Come dicevo prima, molti credono che perdonare sia sintomo di debolezza. Quante volte si sente la frase “E’ troppo buono, perdona sempre e non si accorge che gli altri se ne approfittano” oppure “Ho perdonato troppe volte” ecc… ecc…

Non esiste essere “troppo buoni”. Perdonare, secondo me, è la cosa che più ci avvicina a Dio, perdonare è riconoscere la natura umana, riconoscere la debolezza che abita in ognuno di noi, quella debolezza che ci porta a sbagliare. Perdonare gli altri significa riconoscere che nessuno di noi è perfetto, e che anche noi abbiamo, o avremo,  sicuramente bisogno del perdono di qualcuno.

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra” (Gv 8,7). 

È emblematico il racconto del Vangelo che narra della donna che stava per essere lapidata dal popolo che, innalzatosi a giudice senza macchia, non vedeva l’ora di punire la peccatrice.

Le parole di Gesù entrarono nella coscienza della folla che, guardandosi dentro, capì che non era nelle condizioni di giudicare e sopratutto di condannare nessuno.

Guardiamoci dentro anche noi ora. Chi di noi non ha mai sbagliato nella vita? Solo un ipocrita penserebbe di essere nel giusto sempre.

Il problema è che, psicologicamente parlando, condannare il prossimo ci fa credere di essere migliori di lui in quanto se etichetto in modo negativo una persona, automaticamente sosteniamo di non essere come lui e questo ci fa sentire migliori…

O forse no…

Abbandoniamo il giudizio sugli altri e perdoniamo il nostro prossimo, in quanto il dono più grande che il perdono ci porta è proprio l’effetto che fa su di noi.

Perdonare con cuore, in maniera completa, fa si che si spariscano da dentro di noi tutte le emozioni negative che abbiamo e che sono associate a quell’evento o a quella persona.

Perdonare fa più bene a noi che alla persona a cui concediamo  il perdono, perché perdonare vuol dire anche dimenticare, accantonare, ritornare a vivere nonostante il male che, sempre secondo noi, ci è stato fatto, piccolo o grande che sia.

Ho sottolineato secondo noi perché credo che le cose vadano sempre viste da una prospettiva diversa dalla nostra in quanto, a volte, la verità sta nel mezzo.

 

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L’IMPORTANZA DI AVERE DELLE PASSIONI

Forse questa sarà una considerazione tutta personale, ma sono convinto che avere delle passioni nella vita sia una cosa importante, anzi, azzarderei a dire, fondamentale.

Una passione è qualcosa che ci piace fare, che ci fa stare bene, che permette di staccarci dalla routine, che ci fa allontanare con la mente da un problema anche solo per poco tempo.

Oltre alle arti marziali io ho sempre avuto tante altre passioni, prima fra tutte le musica, ascoltare la musica è sempre stato qualcosa che mi ha fatto star bene  anche quando ho affrontato momenti difficili, che mi ha permesso di uscire da stati d’animo negativi e aiutato a vedere le cose in maniera differente.

Ma al di là di questo, per  ognuno dovrebbe avere qualcosa che lo faccia star bene, per questo credo sia indispensabile che, ogni essere umano debba ritagliarsi dei momenti per se, coltivare degli hobby, dedicarsi a qualcosa che ama e che lo faccia stare bene, trovare del tempo per se stessi anche quando si è pieni di cose da fare fra lavoro, casa e famiglia è qualcosa di, ripeto, fondamentale…

Dobbiamo ricordare sempre che più stiamo bene con noi stessi, più stiamo bene con gli altri.

Spesso i problemi nelle relazioni con gli altri nascono da un nostro  disagio interiore che finisce col compromettere qualsiasi altra cosa con cui abbiamo a che fare.

 

 

 

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RIFLESSIONI SULL’AMORE

Di sicuro l’amore gioca un ruolo fondamentale nella vita di ognuno. Quando amiamo, quando siamo amati, tutto appare più bello.

Qualcuno una volta mi disse che si può amare solo una volta nella vita. Io non credo sia così, credo piuttosto che esista un solo modo di amare, nel senso che l’amore, quello vero, è fatto di attenzioni, di ascolto, di dialogo, consiste nell’essere presente nella vita della persona amata. Ma vorrei andare oltre: vorrei sottolineare che l’amore non è solo quello tra uomo e donna, o tra due persone dello stesso sesso, l’amore è quello tra genitore e figlio, tra fratelli, l’amore è amicizia, l’amore è quello di un vero insegnante verso i propri alunni, l’amore è quello di chi ha scelto di dedicare la vita ad aiutare il prossimo. L’amore è donarsi, semplicemente, senza necessariamente essere ricambiati.

Ed ho imparato, davvero, che l’amore più grande di tutti nasce dentro noi stessi…

Se siamo incapaci di amare noi stessi, la nostra vita, non saremo mai in grado di amare il prossimo, io penso questa sia la verità, e che da essa non si sfugga.

Le persone migliori sono quelle che riescono a dare amore nella maniera più bella e pura, e quando parlo di amore, ripeto, non mi riferisco all’amore verso un partner, non soltanto, ma come dicevo prima, intendo l’amore a 360 gradi.

Ecco perché il punto di partenza siamo sempre noi, non dobbiamo aspettare l’amore che ci cambi la vita, ma dobbiamo cambiare la nostra vita per accogliere l’amore che il mondo ci dona, in tutte le sue forme…

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